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La scrittura … a modo mio

Come mi descrivo?

Una donna con voglia di fare, incapace di stare ferma, a cui non piace quando le si vuole tagliare le gambe. Conoscere gente è essenziale per la mia vita, e spesso è fonte di ispirazione per la scrittura.

Cosa rappresenta la scrittura per me?

È la mia vita, sin da quando ero bambina. Ringrazio i professori del liceo che mi hanno trasmesso questa passione, dandomi una sensibilità particolare verso l’ambito della letteratura francese. Quando scrivo mi isolo, entro in un mondo di fantasie, in cui il posto è fondamentale per poter sviscerare storie interessanti..

In un libro può nascondersi la volontà di sentirsi liberi?

Radunare i propri pensieri in un libro è un compito appassionante, significa costruire la propria libertà, sviluppare una motivazione personale e cercare una pienezza psicologica. La scrittura vuol dire farsi carico delle passioni che bruciano dall’interno, affermare le proprie opinioni, aver il coraggio di seguire il proprio cuore. In questa ottica, a me sembra che il miglior modo di essere sé stessi si basi proprio sulla capacità d’introspezione e sull’esplicitazione dei propri bisogni, desideri e obiettivi. La vita e la scrittura sono inseparabili quando sono segnate da momenti forti. Ciò che crea movimento nell’anima sotto forma di tumulto o di gioia mi entusiasma, ecco perché la poesia mi ha permesso di abbandonare il ruolo di spettatrice per diventare la persona che sognavo segretamente di essere, attrice del mio destino.

Quanto c’è di mio nei miei libri?

Molti episodi hanno segnato la mia vita e mi hanno esortato a scrivere. Nelle mie raccolte, si legge il ritmo orecchiabile e armonioso della mia infanzia felice, ma anche le delizie, i piaceri e l’amore che hanno segnato la mia vita d’adolescente e di donna. Alcune poesie mostrano l’impronta del mio passato vulcanico. Libero e ipnotizzo il verso in una frammentazione di emozioni riunite. Una lingua personale e privata che brucia in un ardore sorridente. La mia opera è fatta di pensieri profondamente poetici di un viaggio verso un terreno fertile. Si sente la nostalgia dei tempi che furono, urlata o soffocata. La mia poesia trabocca di solitudine, di ricongiungimenti, di urla. In fondo, è anche allegra. Sono una donna sempre guidata dal dolore e dall’amore. Ogni relazione sentimentale è all’origine di sofferenza. Eppure basta un’unica gioia per ritrovare la serenità e la tenerezza. Provo piacere nell’impregnare le mie poesie di causticità e di dolcezza! Le mie parole sono come uno specchio, oltre le quali vi è qualcos’altro. A volte la grazia mi appartiene, ma quando sono delusa seguono la provocazione, la furia, l’espressione perentoria. Concludo con una formula che mi appartiene, “Oh, quanto mi piace “sguazzare” nella leggerezza della poesia.”

La scrittura, una forma di terapia?

La scrittura è senza dubbio una forma di terapia. Lo è principalmente nei momenti di tristezza e di sconforto. Nel mio caso è un rifugio dove posso rannicchiarmi ed astrarmi provvisoriamente dal mondo per alleviare il nervosismo e costruirmi un universo metaforico, scegliendo le parole e la punteggiatura, creando melodia e armonia. E’ un gaudio sprofondare nelle proprie fantasticherie e mettere impeto e devozione nella scrittura. Mi diletto a versificare e a regalare l’intimo bene. Non temo le opinioni degli altri, al contrario, voglio far conoscere le mie poesie e sapere come sono giudicate. Come molti poeti, mi ispiro alla realtà circostante per esprimere i miei sentimenti, i miei dubbi, i miei ricordi e le storie della mia vita. Scrivo per me stessa, per alleviare la tristezza che riposa in me, per esternare momenti di gioia. Quindi, quando sento una parte del mondo affascinante della natura o quando un sentimento d’amore riempie il mio cuore, mi lascio trasportare dalla musica delle mie emozioni. Scrivere mi aiuta a conoscermi, ad entrare nella mia anima. Senza rendermene conto, scrivo versi! In una seconda fase, lentamente, rileggo per apportare alcune modifiche. Quando cammino nei boschi o osservo il mare, seduta sulla sabbia, sorge il sospetto di un fenomeno cabalistico. Le mie poesie si materializzano, le parole si assemblano gradualmente nella mia fantasia, sempre mentalmente. So come promuovere nella mia anima l’emergere di sentimenti forti, franchi e assoluti, sempre in grado di scatenare la nascita di versi o di frasi . L’esercizio fisico, le passeggiate e il contatto con la natura contribuiscono straordinariamente a “l’illuminazione”. Mentre cammino, penso, rido, piango, brontolo, prego tra il ritmo delle parole e le passeggiate, tra i boschi, i sentieri e la vita diurna. L’adrenalina del movimento è una sorta di cataclisma neurale e spesso provoca una sorta di estasi spirituale che mi porta a creare.

Cosa ho avuto dalla vita?…e cosa chiedo?

E’ lapalissiano, eppure voglio dichiararlo, dalla vita ho ricevuto il regalo più grande, mia figlia. Ho il cuore in festa ogniqualvolta prende coscienza dell’amore che provo per lei. La vita mi ha anche dato in dono ottimismo e vitalità. Da sempre inizio le mie giornate con un fresco sorriso. Il loro corso dipende da esso. Questa è una mia teoria che trovo vibrante e incisiva. Funziona davvero! E poi tanto impeto e tanta dedizione nel lavoro e in tutto ciò che intraprendo. I miei ritmi oltremodo convulsi hanno fatto di me una donna dalle mille risorse. In tutto questo marasma cerco di vivere serenamente, attorniandomi da amici, colleghi e comunque da allegri “fringuelli”. Mi dirigo verso persone che non bofonchiano dalla mattina alla sera per problemi insulsi o addirittura inesistenti. Per il futuro, vedo una pagina bianca sulla quale non vi è niente di scritto. Mi piacerebbe mettere nero su bianco e descrivere la vera felicità, le piccole gioie della mia vita: un viaggio, una passeggiata sulla spiaggia, un bel paesaggio, una corsa sotto la pioggia, una conversazione con delle persone care, una risata di cuore, un messaggio da parte di amici che pensavo di aver perso, una canzone che mi commuove nel profondo dell’anima, degli scambi intellettuali, la notizia di una futura pubblicazione dei miei libri.

Senza i sogni non si può…

Avere un’esistenza avvincente. Si può sopravvivere senza sogni, ma non vivere. Mi sento povera se non ho sogni. Qualche anno fa ho sottoposto all’attenzione di numerosi editori francesi “Le feu intérieur”, la mia traduzione del romanzo “Il fuoco dentro” di Giovanni Andreoli. Solo dopo alcuni mesi, quando ormai non ci credevo più, ho ricevuto tre proposte di pubblicazione. Da allora, si sono susseguiti diversi successi editoriali e ho ricevuto molte proposte da varie case editrici italiane ed estere. Dal mio atteggiamento positivo è nata la capacità di concentrarmi sull’obiettivo, sul risultato che volevo ottenere, sui miei sogni. Bisogna battere in breccia le idee ricevute come Sono troppo vecchio per sognare oppure Ho superato l’età per imparare. L’età non ha più importanza quando si sa cosa si vuole. I sogni non dovrebbero essere solo l’appannaggio dei bambini. La radice è nel nostro immaginario e nel nostro formidabile potenziale di energia. I sogni sono i motori principali e noi siamo i creatori della nostra esistenza. A me regalano momenti di emozioni. Sono come le parole, nascono, si mescolano e viaggiano nella mia mente. Arrancano nel tentativo di dare realtà e consistenza alla mia vita … e poi ci riescono.

Berta Corvi

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